Unione Sovietica, 1967. Per il commissario Kovalenko una telefonata alle sei del mattino può significare solo una cosa: guai. Sotto un cumulo di neve è stato rinvenuto il corpo senza vita di Anastasija Timokina, famosa attrice uzbeca venuta a Mosca per fare carriera.
I sospetti ricadono da subito su tre indiziati, tutti collegati in qualche modo con il TeatroTaganka, in cui la vittima si esibiva: il direttore, Valerij Lebedev